Pilota di drone e gestore di avio-idro-elisuperfici – Competenze integrate

In un’epoca di transizione tecnologica e climatica, le figure professionali della Protezione Civile stanno evolvendo verso profili ibridi ad alta specializzazione. 

Oggi, la correlazione tra un pilota di droni (UAS) e un gestore di avio-idro-elisuperfici, specialmente, non è più solo una possibilità burocratica, ma una necessità operativa per la gestione delle emergenze.

Vediamola anche con la prossima adozione di UAS tecnologicamente avanzati con alimentazione (fuel cell) all’idrogeno ideali per missioni di lunga durata dove il tempismo e il tempo in volo fanno la differenza.

Ecco un’analisi dettagliata di come queste competenze si intreccino nel panorama attuale.

1. Il Pilota di Droni: Da Occhio dal Cielo a Vettore Logistico
Nella Protezione Civile, il pilota di UAS ha ormai superato la fase della semplice “ripresa aerea”. Nelle operazioni più complesse, che possono ricadere nella categoria Specific, gli UAS possono essere impiegati per:

  • Monitoraggio Idrogeologico: Uso di sensori LiDAR e termici 
  • Search and Rescue (SAR): Localizzazione di dispersi tramite anche di droni dotati di AI.
  • Logistica Sanitaria: Trasporto urgente di organi, sangue o farmaci in zone isolate, anche se al momento siamo in una fase sperimentale a meno di un trasporto mirato in emergenza.

L’impiego di sistemi di propulsione a celle a combustibile alimentate a idrogeno può aumentare significativamente l’autonomia rispetto a molti UAS alimentati esclusivamente a batteria, con alcuni sistemi commerciali capaci di raggiungere autonomie di diverse ore, in funzione del modello, del carico utile e delle condizioni operative.

2. Il Gestore di Avio-Idro-Elisuperfici: Il Custode della Sicurezza
Il gestore di un’aviosuperficie soggetta al regime ordinario del Regolamento ENAC è tenuto a possedere i requisiti previsti dalla normativa di cui all’art. 4 del Regolamento)
Tra i principali compiti del gestore rientrano la gestione dell’aviosuperficie e il mantenimento in efficienza delle relative infrastrutture, nonché la messa a disposizione degli utenti delle informazioni necessarie per la conduzione in sicurezza delle attività di volo. Tali informazioni comprendono, tra l’altro, le caratteristiche della superficie, le coordinate geografiche, l’orientamento, i circuiti di traffico, gli ostacoli e le dotazioni disponibili.
Il gestore deve inoltre assicurare, nei casi previsti, un sistema di protezione o procedure atte a mantenere libera l’aviosuperficie da persone, animali e cose durante le operazioni di volo. L’utilizzo dell’aviosuperficie è subordinato al consenso del gestore.

Le infrastrutture HEMS sono, invece, soggette al Regolamento ENAC “Infrastrutture a servizio dell’attività HEMS”, Edizione 1, 22 dicembre 2016, tale regolamento stabilisce i requisiti minimi delle infrastrutture destinate al servizio medico di emergenza con elicotteri.

3. La Correlazione: Perché le due figure stanno convergendo?
La convergenza tra queste due competenze trova uno dei suoi principali punti d’incontro nella sicurezza delle operazioni svolte in prossimità di un’aviosuperficie, dove possono essere presenti aeromobili con equipaggio e UAS. Il gestore conosce le caratteristiche della superficie, i circuiti di traffico, gli ostacoli e le condizioni operative dell’area e mette a disposizione degli utenti le informazioni necessarie alla conduzione in sicurezza delle attività di volo. Il pilota UAS mantiene, invece, la responsabilità della condotta della propria operazione e del rispetto delle regole applicabili.

A. Integrazione delle operazioni UAS e Manned
Un pilota UAS della Protezione Civile che possiede anche la qualifica di gestore di un’elisuperficie dispone di competenze complementari che possono ampliare la sua consapevolezza del contesto operativo. La conoscenza della superficie, dei circuiti di traffico, degli ostacoli e delle procedure applicabili può risultare particolarmente utile quando nella stessa area operativa possono essere presenti UAS ed elicotteri di soccorso. Questa “doppia competenza” può favorire il coordinamento operativo, migliorare la consapevolezza situazionale e contribuire alla gestione in sicurezza delle attività che coinvolgono aeromobili con equipaggio e UAS.

B. Il Fattore Idrogeno: L’Infrastruttura del Futuro
L’impiego di UAS alimentati a idrogeno introduce specifiche esigenze relative alla produzione o approvvigionamento, allo stoccaggio e al rifornimento del combustibile. In prospettiva, un’aviosuperficie attrezzata per supportare questo tipo di operazioni potrebbe quindi evolvere verso un vero e proprio hub energetico e operativo, nel quale alle tradizionali esigenze connesse alle attività di volo si affiancano quelle legate alla gestione dell’idrogeno.

  • Rifornimento rapido: Mentre una batteria richiede ore per caricarsi, l’idrogeno permette il “re-fuel” in pochi minuti, essenziale durante un’alluvione o un terremoto.
  • Sicurezza: La presenza di sistemi per lo stoccaggio e il rifornimento dell’idrogeno introduce ulteriori esigenze di sicurezza, che dovranno essere integrate con quelle proprie dell’infrastruttura e delle operazioni di volo.

C. La Protezione Civile come “Hub” Operativo
Le aviosuperfici e le elisuperfici distribuite sul territorio possono rappresentare, in prospettiva, basi avanzate a supporto delle attività di Protezione Civile. La disponibilità nello stesso contesto di competenze nella gestione delle superfici di volo e nelle operazioni UAS potrebbe favorire la realizzazione di hub operativi dedicati ai droni, anche alimentati a idrogeno, capaci di supportare missioni di ricognizione, monitoraggio, ricerca e soccorso e altre attività connesse alla gestione delle emergenze.

Conclusioni
Essere un pilota di droni oggi non significa solo saper “muovere i pollici”, ma comprendere la complessità dello spazio aereo e delle nuove energie. La conoscenza della gestione delle superfici di volo può rappresentare una competenza complementare importante per chi opera con UAS nella Protezione Civile. In prospettiva, l’integrazione tra queste competenze e lo sviluppo di sistemi a maggiore autonomia, compresi gli UAS alimentati a idrogeno, può contribuire alla realizzazione di basi operative capaci di supportare missioni complesse in modo più efficiente e sicuro.

Fonti e riferimenti

ENAC – Regolamento “Liberalizzazione dell’uso delle aree di atterraggio (Avio-Idro-Elisuperfici)”, Ed. 1 Rev. 2 del 5 febbraio 2026
ENAC – Regolamento “Infrastrutture a servizio dell’attività HEMS”
, Ed. 1 del 22 dicembre 2016
Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947
– Norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio
EASA – Easy Access Rules for Unmanned Aircraft Systems
– Revisione giugno 2026
Tak Y.C. et al. – “Drone endurance in hydrogen fuel cell hybrid technologies: Power architectures and design strategies”, Renewable and Sustainable Energy Reviews, Vol. 225, 2026

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