Il 31 dicembre 2025 segna la fine della validità degli attestati IT STS, concessi negli ultimi anni ai piloti che avevano convertito il vecchio CRO in OPEN A2 abbinato agli scenari standard italiani. Fino a quella data sarà ancora possibile operare, ma dal 1° gennaio 2026 il sistema cambia.
Per continuare a pilotare in categoria Specific negli scenari standard, bisognerà adeguarsi agli EU STS 01 ed EU STS 02, regolamentati dal Regolamento EASA – EU 2019/947.
Perché fare l’attestato EU-STS
Il vantaggio di avere questo tipo di attestazione è notevole: in primo luogo appare vantaggiosa la possibilità di utilizzare gli scenari standard e, quindi, di non richiedere autorizzazioni ad ENAC per volare in determinate condizioni; in secondo luogo, come già detto più volte, dato che non esiste una normativa che regoli il volo per le attività di protezione civile, appare chiaro che una ulteriore formazione specifica per attività complesse quali ricerca e soccorso, AIB, esercitazioni, ecc. può sicuramente essere vantaggiosa nei vari aspetti dell’operatività e nei confronti delle Istituzioni che rispondono all’emergenza/ricerca.
Cosa serve per ottenere l’attestato EU-STS
Dal 1° gennaio 2026, in concreto, il pilota dovrà essere in possesso almeno dei certificati di competenza OPEN A1-A3 e/o OPEN A2, uniti alle competenze CRM (Crew Resource Management)e COM (Gestione delle Comunicazioni Aeronautiche) che sono un requisito obbligatorio imposto dal Regolamento EASA (EU 2019/947) quale ribadito dalle note ENAC, più un esame teorico da superare in modalità protectored sul sito ENAC, un addestramento pratico con la valutazione delle capacità del pilota.
La normativa prevede una “practical skill training and assessment”. La valutazione pratica viene effettuata come “valutazione continua” durante l’addestramento: l’istruttore/valutatore verifica concretamente le capacità del pilota nelle attività previste, comprese preparazione della missione, controlli pre-volo, procedure normali, anormali e di emergenza.
Al termine, se il livello raggiunto è soddisfacente, l’organizzazione che effettua formazione e valutazione rilascia una: “Accreditation of completion of the practical skill training” cioè un’attestazione di completamento dell’addestramento pratico STS.
Le materie trattate sono quelle previste dal syllabus EASA AMC SPEC.060 – “Allegato A – Conoscenze teoriche del pilota remoto in operazioni STS”:
- I modulo – Regole dell’aviazione
- II modulo – Limitazioni delle prestazioni umane
- III modulo – Procedure Operative
- IV modulo – Mitigazioni tecniche operative per il rischio a terra
- V modulo – Conoscenze generali dell’UAS
- VI modulo – Meteorologia
- VII modulo – Prestazioni di volo degli UAS
- VIII modulo – Mitigazioni tecniche operative per il rischio aereo
Per chi è in possesso del solo attestato A1/A3 dovrà sostenere 40 domande prese da tutti i moduli.
Chi invece ha l’attestato A2 dovrà sostenere 30 domande prese dai moduli I, II, III, V, VII.
Attenzione: chi ha l’attestato A2 scaduto dovrà sostenere la prova teorica come se avesse il solo attestato A1/A3.
Lato Tecnico/Operativo
Da ricordare che anche i droni dovranno essere adeguati alla normativa vigente:
- per operare in EU STS-01 è necessario utilizzare un UAS con marcatura di classe C5. Alcuni UAS possono essere convertiti alla classe C5 mediante appositi kit, purché la configurazione risultante soddisfi tutti i requisiti previsti per la classe C5 e sia accompagnata dalla relativa marcatura e documentazione di conformità..
- per operare in EU STS 02,invece, sarà richiesto un drone con marcatura C6.
In entrambi i casi sarà necessario dichiarare il drone su D-Flight, avere un’assicurazione RC valida in cui sia esplicitamente dichiarato che la polizza copre le attività di protezione civile e disporre del QR Code specifico.
Fonti e riferimenti
Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 – Scenari standard STS-01 e STS-02
EASA – Standard Scenario (STS) – Requisiti per le operazioni EU-STS
EASA – Easy Access Rules for Unmanned Aircraft Systems – Formazione ed esami STS
